Multilingual Blogging Day 2013: Secret Language Series 2

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Thanks for checking back in for another instalment of the Secret Language Series for Multilingual Blogging Day 2013

Who dunnit? Not telling!!! 

To find out who got the gold in Il Mistero dell’Oro di Dongo, you’ll probably have to read the book, sorry! But in the meantime, I’ve become a bit of a sleuth myself, and managed to put my second language skills to good use, as I contacted the author, Paolo di Vincenzo, for a chat. 

Ci sono molto vantaggi di avere una seconda lingua, il primo ovviamente e’ poter leggere dove era e chi ha trovato l’Oro di Dongo! Mi dispiace, io non ve lo posso svelare (rovinerebbe la sorpresa, adesso che avete acquisto il libro!) ma ho pensato di mettere la mia seconda lingua e vostro disposizione, per riportare qualche notizia direttamente dal autore stesso, Paolo Di Vincenzo.

In verita’, avrei potuto fare a meno di tirare fuori quest’arma letale (il mio italiano!) perche’ anche Paolo ha una seconda lingua: inglese!

Pazienza, come dicono in Italia, la vita e’ bella e andiamo avanti cosi. 

Introducing Paolo Di Vincenzo

paolo di vincenzo

Paolo’s writing has a very journalistic feel to it, having worked in the news industry for more than 27 years.

Speaking as a reader who loves this direct and very concise approach, and as a translator who has worked with news agencies translating breaking news, I realize only too well that this is a quality to be admired. It’s much more difficult than you would think writing something engaging, informative and in-depth that is also clear, simple and easily readable. Matt Haig says more or less the same thing in his article on book snobbery: books are not better for being misunderstood, any more than a building is better for having no door.

Paolo thinks about this in every piece of writing he produces, whether it’s for newspapers or a page in a book. It’s also at the forefront of this thoughts as he starts his sequel to the Mystery of Mussolini’s Gold (Il Mistero dell’Oro di Dongo).   Remember, you heard that here first!!

I think that’s enough from me, time to let Paolo do the talking.

Denise:  Your book has a lot of local flavour, in both the places and the language.  Can you explain that choice?  

Paolo:   I think that when a writer begins a novel he has to describe what he knows best. So, I tried to tell, through my pages, what is my world, what I love, what I see in my mind when I am in front of my laptop.

Denise: As a reader, what genre(s) do you tend to read more often?

Paolo: There is no one genre or style that I prefer. I just love books that make you want to read them. I think we should read the books that evoke an emotional reaction in us, books that we can connect with. It’s the same method I advocate when it comes to our appreciation of music, film and art.  Don’t get me wrong, this is not intended to be judgmental in any way. If someone else likes an author that I don’t, it doesn’t mean I make judgments just because I don’t like his or her work.

Vi presento la mente dietro il mistero: Paolo Di Vincenzo

Senza piu’ aspettare, facciamo parlare Paolo. 

Denise: Come definiresti il tuo genere di scrittura?

Paolo: E’ un genere di scrittura giornalistico, essendo io un giornalista da oltre 27 anni. Con questo non voglio sminuire il mio modo di scrivere e soprattutto il modo di scrivere giornalistico. E’ molto, molto più difficile di ciò che si pensa normalmente scrivere in maniera semplice, comprensibile, diretta. C’è una battuta che circolava nella mia redazione, un paradosso: perché scrivere in maniera complicata quando si può essere addirittura incomprensibili? Ecco, quella battuta mi perseguita ogni volta che comincio a scrivere, sia se sto scrivendo un articolo per un giornale che una pagina di un mio libro. Proprio in questi giorni sto iniziando il seguito del thriller “Il mistero dell’oro di Dongo”. Il protagonista sarà ancora il mio alter ego, il giornalista Marino Picucci, che stavolta, con la moglie Paola, è a Parigi, città che io e mia moglie – Marina Di Crescenzo –  adoriamo e che abbiamo visitato molte volte, l’ultima (per ora) pochi giorni fa.

Denise: Da lettore,  quale genere e stile preferisci?

Paolo: Non c’è un genere o uno stile che preferisco, amo, semplicemente i libri che si fanno leggere. Anche questo sembra un paradosso ma non lo è. Credo che i libri vanno letti fino in fondo se ci appassionano (ed è lo stesso metodo da utilizzare, secondo me, per la musica, per il cinema, per l’arte in genere), senza con questo voler dare giudizi di valore. Se a qualcuno piace un autore e a me no, non vuol dire che io debba disprezzare quell’autore perché non mi piace.

Check back in later for more insights into Italian literature.

Paolo Di Vincenzo, author of Il Mistero Dell’Oro di Dongo, will be talking about a hot topic from International Translation Day 2013, when two acclaimed translators got to grips with the To Foreword or Not to Foreword debate, over whether to accompany readers through the cultural and literary panorama of a translated novel, or to let them go it solo.

A fra poco, per parlare con Paolo del dibattito tra traduttori su come gestire, in una traduzione, espressioni dialettali o termini legati ad un specifico contesto culturale-letterario.  Argomento molto attinente, dato che il suo libro contiene molto sapore locale. 

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